
Casere, l'insediamento più a nord d'Italia, si trova in fondo alla Valle Aurina, direttamente sul crinale alpino principale. Con meno di 50 abitanti, il paese esemplifica uno sviluppo che interessa molte comunità montane in tutta Europa: la graduale perdita di autonomia economica, una crescente dipendenza dal turismo e la domanda fondamentale se luoghi come questo possano rimanere davvero vitali nel lungo periodo. Questo studio affronta quella domanda non con una risposta preconfezionata, ma con un metodo: il pensiero per scenari. Partendo da un'analisi del territorio, della sua storia e della sua realtà attuale, sono stati sviluppati ed esplorati due possibili futuri per Casere. Il primo scenario descrive un paese che si diversifica consapevolmente: con nuovi residenti che scelgono Casere come residenza permanente, una comunità rafforzata e investimenti ampi nell'abitazione, nell'agricoltura e nella varietà economica, ben oltre il turismo. Il secondo scenario percorre una strada diversa: una contrazione deliberata e gestita, in cui gli investimenti a Casere diventano più selettivi e il focus strategico si sposta verso il paese principale di Predoi. In questa visione, Casere viene riposizionata come luogo di agricoltura, tutela della natura e ricerca applicata — un avamposto per istituzioni e giovani che vengono qui, per settimane o mesi, a riflettere e discutere del futuro delle regioni montane in un clima che cambia. Nessuno dei due scenari è una previsione. Entrambi sono inviti a riflettere: Cosa è possibile? Cosa è auspicabile? E cosa serve perché ciò che è auspicabile diventi davvero realtà?
Cliente
Comune di Prettau - Predoi
Ubicazione
Prettau - Predoi, IT
Anno
2026



Visualizzazione dei dati





Popolazione
Morfologia
Turismo
Trasporti
Agricoltura





Passato


Presente



Futuro?


Scenario 1
Scenario 2
Scenario 1: Da Passaggio a Luogo
Scenario 2: Dal Paese alla Valle




Intuizione:
Casere ha compreso che la maggior parte delle persone viene per le montagne, non per il paese in sé. Se il paese vuole sopravvivere, deve dare alle persone un motivo per fermarsi.
Scelta:
Invece di costruire nuovi hotel o strutture turistiche, Casere ha investito in spazi che invitano a sostare, vivere e partecipare. Dando priorità alla vita quotidiana, questi spazi creano valore aggiunto sia per i residenti che per i visitatori. Grazie a questo valore aggiunto, i visitatori ora si trattengono più a lungo nel paese e i tassi di occupazione negli hotel esistenti sono aumentati.
Intuizione:
Il paese ha dovuto riconoscere un calo del turismo, e nessuna misura avrebbe potuto invertire questa tendenza abbastanza rapidamente. Invece di resistere, Casere ha scelto di vederlo come un'opportunità. Il rapporto con il paesaggio culturale e la sua cura tradizionale, che negli ultimi decenni aveva svolto un ruolo secondario rispetto al turismo, è stato riportato al centro dell'attenzione.
Scelta:
Casere ha adottato una strategia diversa: non la crescita, ma un riorientamento consapevole. Il paese ha accettato di non poter continuare nella sua forma precedente come comunità indipendente ed in espansione, diventando invece un laboratorio vivente. Qui è possibile osservare, sperimentare e studiare l'interazione tra paesaggio culturale e natura, gli effetti del cambiamento climatico e il futuro dei sistemi vallivi alpini.


Casere 2050:
Oggi i visitatori attraversano il paese lungo il cammino verso le montagne. Ritirano un pranzo al sacco presso il negozio della fattoria locale, si fermano per un tè al ritorno, o si ritrovano nella piazza del paese per una serata di musica. L'economia locale ruota ora attorno a piccoli servizi e attività di comunità che rafforzano l'identità locale (caffè, mercati, eventi tradizionali, ecc.).
La popolazione locale si stringe sempre di più e diventa più resiliente. I visitatori più giovani scelgono di fermarsi a Casere.
Casere 2050:
Oggi il paese è più piccolo e silenzioso. L'economia ruota attorno all'agricoltura e alla ricerca applicata, in particolare in risposta alle nuove sfide climatiche. In estate, Casere ospita una scuola estiva sulla gestione del paesaggio e l'agricoltura del futuro.
I residenti rimasti agiscono come custodi del territorio, mantenendo e coltivando il paesaggio piuttosto che espandere l'insediamento.

Casere, l'insediamento più a nord d'Italia, si trova in fondo alla Valle Aurina, direttamente sul crinale alpino principale. Con meno di 50 abitanti, il paese esemplifica uno sviluppo che interessa molte comunità montane in tutta Europa: la graduale perdita di autonomia economica, una crescente dipendenza dal turismo e la domanda fondamentale se luoghi come questo possano rimanere davvero vitali nel lungo periodo. Questo studio affronta quella domanda non con una risposta preconfezionata, ma con un metodo: il pensiero per scenari. Partendo da un'analisi del territorio, della sua storia e della sua realtà attuale, sono stati sviluppati ed esplorati due possibili futuri per Casere. Il primo scenario descrive un paese che si diversifica consapevolmente: con nuovi residenti che scelgono Casere come residenza permanente, una comunità rafforzata e investimenti ampi nell'abitazione, nell'agricoltura e nella varietà economica, ben oltre il turismo. Il secondo scenario percorre una strada diversa: una contrazione deliberata e gestita, in cui gli investimenti a Casere diventano più selettivi e il focus strategico si sposta verso il paese principale di Predoi. In questa visione, Casere viene riposizionata come luogo di agricoltura, tutela della natura e ricerca applicata — un avamposto per istituzioni e giovani che vengono qui, per settimane o mesi, a riflettere e discutere del futuro delle regioni montane in un clima che cambia. Nessuno dei due scenari è una previsione. Entrambi sono inviti a riflettere: Cosa è possibile? Cosa è auspicabile? E cosa serve perché ciò che è auspicabile diventi davvero realtà?
Cliente
Comune di Prettau - Predoi
Ubicazione
Prettau - Predoi, IT
Anno
2026



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Popolazione
Morfologia
Turismo
Trasporti
Agricoltura





Passato


Presente



Futuro?


Scenario 1
Scenario 2
Scenario 1: Da Passaggio a Luogo


Intuizione:
Casere ha compreso che la maggior parte delle persone viene per le montagne, non per il paese in sé. Se il paese vuole sopravvivere, deve dare alle persone un motivo per fermarsi.
Scelta:
Invece di costruire nuovi hotel o strutture turistiche, Casere ha investito in spazi che invitano a sostare, vivere e partecipare. Dando priorità alla vita quotidiana, questi spazi creano valore aggiunto sia per i residenti che per i visitatori. Grazie a questo valore aggiunto, i visitatori ora si trattengono più a lungo nel paese e i tassi di occupazione negli hotel esistenti sono aumentati.

Casere 2050:
Oggi i visitatori attraversano il paese lungo il cammino verso le montagne. Ritirano un pranzo al sacco presso il negozio della fattoria locale, si fermano per un tè al ritorno, o si ritrovano nella piazza del paese per una serata di musica. L'economia locale ruota ora attorno a piccoli servizi e attività di comunità che rafforzano l'identità locale (caffè, mercati, eventi tradizionali, ecc.).
La popolazione locale si stringe sempre di più e diventa più resiliente. I visitatori più giovani scelgono di fermarsi a Casere.
Scenario 2: Dal Paese alla Valle


Intuizione:
Il paese ha dovuto riconoscere un calo del turismo, e nessuna misura avrebbe potuto invertire questa tendenza abbastanza rapidamente. Invece di resistere, Casere ha scelto di vederlo come un'opportunità. Il rapporto con il paesaggio culturale e la sua cura tradizionale, che negli ultimi decenni aveva svolto un ruolo secondario rispetto al turismo, è stato riportato al centro dell'attenzione.
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